Chicco di grano


Qualche giorno prima della sua nascita al cielo, mentre eravamo nella casa in campagna, Chiara mi disse: “Enrico, preghiamo un po’. Cantami ‘Il chicco di grano’…”.

Avevo scritto questo canto dopo la nascita di Maria Grazia Letizia, pensando che si ama davvero solo quando sei disposto anche a morire. Era proprio ciò che avevamo vissuto anche con Davide Giovanni e che stavamo vivendo anche ora: accogliere, morire, nascere.

Nel mio cuore risuonavano le Sue parole (“Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”, Gv 12,24). Mi chiedevo: “Se questo chicco muore come può portare frutto?  Se un morto non ha vita, non ce l’ha e basta… allora com’è possibile portare nuova vita?…”. Capii.

È possibile solo se non si muore davvero. Il chicco è solo cambiato. È solo… “più vivo”. Questa è la promessa.

Quel chicco di grano siano noi, chiamati ad essere seme.

Questa è la nostra vocazione: far germogliare un giardino intorno a noi.

Presi la chitarra. Un segno di croce. Cantai. Chiara rimase ad ascoltare in silenzio. Il canto parlava di lei. Piansi.

Maria Grazia Letizia era quel seme… Chiara è quel seme…

Questa ora è la sua canzone.

Buona preghiera.

(Enrico in ricordo del sesto anniversario di Chiara, 13 giugno 2018).

 

Voce: Enrico Petrillo; Arrangiamento musicale: Kantiere Kairos