Piccoli Passi Possibili: il nuovo libro su Chiara Corbella


 (08/12/2014 – Radio Vaticana, di Benedetta Capelli)

A più di due anni dalla scomparsa di Chiara Corbella, la storia di questa giovane madre romana continua a sorprendere. Ad Assisi, oggi migliaia di persone assisteranno alla testimonianza del marito, Enrico Petrillo, che ormai da tempo viene chiamato a raccontare il “sì” di Chiara al Signore. Un sì rafforzato dalla perdita dei suoi due bimbi, morti poco dopo la nascita, e dalla malattia scoperta quando era in attesa del piccolo Francesco. Proprio le testimonianze di Enrico e di chi ha conosciuto da vicino Chiara sono al centro di “Piccoli passi possibili”, il nuovo libro edito da Porziuncola, che esce oggi nelle librerie. Benedetta Capelli ne ha parlato con lo stesso Enrico Petrillo:

 

 

R. – Quello che noi facciamo è rispondere alle tante richieste che ci vengono fatte da parte del popolo del Signore che vuole conoscere Chiara, perché effettivamente Chiara si rivela sempre di più come uno strumento per raggiungerlo e per intravvedere un po’ il suo volto. La testimonianza che avevamo fatto era venuta molto bene: un frate che ha trascritto i testi, li ha usati per pregare e ci ha suggerito questa cosa. All’inizio noi eravamo un po’ titubanti, perché il desiderio non era quello di fare un libro, anche se poi di fatto è come se fosse un libro, però io lo considero più come una integrazione a “Siamo nati e non moriremo mai più”, proprio perché la storia è la stessa ma viene raccontata da tanti altri testimoni, che rappresentano altre fonti e che confermano comunque quello che hanno visto anche i miei occhi.

D. – Chi sono le persone che hanno raccontato Chiara in questo nuovo libro su di lei?

R. – A parte me, ci sono i genitori di Chiara, la sorella. Ci sono i due medici più cari ed amici – Daniela, la ginecologa, e Angelo, il geriatra che l’ha assistita fino alla fine, confrontandosi con medici palliativisti più esperti di lui. Ci sono poi Cristiana e Simone che sono gli autori del primo libro.

D. – Leggendo le testimonianze dei vari contributi che fanno parte di “Piccoli passi possibili”, come viene percepita Chiara? Chiara, secondo te, è stata compresa? Tanto si è scritto su di lei, tante immagini sono state associate a lei, come quella della  nuova Gianna Beretta Molla, tante etichette sono state affibbiate a Chiara… In questo libro c’è davvero Chiara come la hai conosciuta tu?

R. – No. In realtà è diversa, proprio perché quando Chiara era qui con me io potevo intuire tante cose della sua grande bellezza e della sua relazione col Signore. Ma è come se il Signore un po’ ce ne parlasse, mentre noi ne parliamo anche fra di noi… Capiamo quando questa relazione con Lui sia più profonda di quanto pensassimo prima. Così se tu mi chiedi: “Chiara è come era?”. Sì lo è, ma allo stesso tempo è anche molto diversa. Un po’ come è diversa la relazione che ci unisce oggi, anche se legata dalla stesso amore.

D. – Come la racconti, come la descrivi questa relazione: oggi che relazioni hai con Chiara?

R. – E’ una relazione di amore, logicamente non fisica. Mi continua a parlare del Signore. La cosa bella di questo matrimonio è che sembra che continui a generare tanti figli. Mi commuove tanto pensare alle tante vocazioni, alle tante ragazze che decidono di diventare Clarisse o che scelgono addirittura la clausura grazie anche all’esempio di Chiara. Chi vive in clausura, in un certo senso, aspetta il giorno dell’incontro con lo Sposo: tutta la vita si prepara a quel momento. Mi sembra allora che Chiara aiuti in questo. Poi tante madri, madri che hanno fatto purtroppo degli sbagli nella vita, ingannate, che si riconciliano con il passato. Questa è un’opera di Dio che mi meraviglia: io continuo tanto a meravigliarmi di questa vita che il Signore mi ha donato e di questa storia.

D. – Nel corso di questi due anni tanta attenzione intorno a voi: cosa ti suscita questo?

R. – Mi suscita tanta gratitudine rispetto al Signore, che è un Dio che mantiene le sue promesse. E’ stampata nel mio cuore in modo indelebile l’ultima Messa con Chiara in cui il Vangelo diceva “Voi siete il sale della terra e la luce del mondo”: mi sembra che il Signore stia mantenendo proprio questo! Attraverso Chiara, una ragazza tanto semplice che non poteva veramente sospettare niente di tutto quello che sta avvenendo oggi, il Signore sta in parte rinnovando tante cose grazie a Lei, cambiando il cuore. E’ incredibile quanto Chiara riesca a diventare amica di tutti… In questa storia, non si sentono giudicati da Chiara proprio perché sia io che lei abbiamo accolto quello che il Signore ci donava. Quindi, anche chi ha sbagliato si sente comunque amato. E così il Signore se li riprende…

D. – Perché questo titolo “Piccoli passi possibili”?

R. – Perché per arrivare al Signore non devi né correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente, perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se tu cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: “Sono già arrivato! Incredibile, Signore ti ringrazio!”.

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